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Cervello musica ed epilessia

La musica potrebbe prospettare nuove possibilità di terapia per chi soffre di epilessia. Uno studio condotto nel 2015 dai ricercatori dell’ Ohio State University Wexner Medical Center1, presentato al 123esimo Congresso annuale dell'American Psychological Association, ha rilevato che il cervello dei pazienti epilettici, durante l’ascolto di musica, reagisce in modo diverso rispetto a quello di persone non affette dalla sindrome.


Il lavoro si è svolto facendo ascoltare la “Sonata K448” di Mozart e “My favourite thing” del sassofonista John Coltrane a un gruppo di 21 persone (con e senza epilessia) monitorate con elettroencefalogramma, in alternanza a 10 minuti di silenzio. Durante la riproduzione dei brani è stata riscontrata una maggiore attività cerebrale , in particolare nel lobo temporale, nei pazienti colpiti da epilessia. Le loro onde cerebrali, inoltre, si sincronizzavano con la musica molto di più di quanto non avvenisse nei soggetti sani.


La musica non può sostituire il trattamento farmacologico , ma può sicuramente contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti se integrata alla cura tradizionale.

Lo sapevate che…è stata creata una canzone a partire dalle onde cerebrali rilevate dall’elettroencefalogramma di una piccola paziente monitorata durante una crisi epilettica?


Il risultato è sorprendente: ascolta Rhapsody in grey realizzata dall’artista e programmatore Brian Foo.

   

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