Brain Zone

LE VIDEOINTERVISTE

VAI ALLA GALLERY

Le trappole mentali

Esercizi per usare il pensiero laterale e quindi “battere” percorsi neuronali diversi. Tutta palestra per il cervello!

1

Il mese di febbraio ha 28 giorni (salvo gli anni bisestili).
Degli 11 mesi che rimangono,quanti ne hanno 30?

  •  
    Risposta: tutti.

    Uscire dagli schemi nutre il tuo cervello e ti permette di sfruttare al meglio il proprio potenziale.

    I maggiori responsabili della graduale perdita di creatività che avviene con gli anni, sono i condizionamenti esterni che, spesso, attraverso un meccanismo conosciuto come “imbuto mentale”, ci portano a ragionare e a pensare secondo determinati schemi, facendoci perdere la nostra capacità di scelta in diverse situazioni.

    Da bambini siamo tutti molto fantasiosi, con il passare del tempo, i condizionamenti esterni, le disavventure e gli insuccessi inducono la nostra mente a un atteggiamento più prudente e quindi molto spesso la razionalità prende il sopravvento sulla fantasia.

    Per sfruttare meglio il potenziale del nostro cervello, l’ideale sarebbe riuscire a essere razionali e nello stesso tempo fantasiosi, utilizzando l’una o l’altra caratteristica del nostro intelletto a seconda delle circostanze.
     

2

Scavando un ragazzo trova una vecchia moneta. La porta da un antiquario per farla esaminare. Questi la osserva per bene e nota un antico veliero con una data scritta con numeri arabi: 459 a.C. L’antiquario dichiara con sicurezza che è falsa.
Come fa a esserne così certo?

  •  
    Risposta: Non poteva esserci scritto A.c. non essendo ancora nato.

    Normalmente accade che una persona razionale trovi delle grosse difficoltà ad avere intuizioni creative, mentre un creativo faccia fatica a seguire dei ragionamenti logici, matematici e razionali.

    I grandi geni si differenziano proprio per questa loro capacità di coniugare perfettamente razionalità, fantasia e intuito.

    Einstein raccontava che a sedici anni, pochi minuti prima di avere quell’intuizione che poi lo portò a elaborare la teoria della relatività, si addormentò in un sonnellino pomeridiano.

    Durante la fase Alfa, sognò di cavalcare un raggio di luce (atto creativo). Al suo risveglio riuscì a far collaborare fantasia e parte logico-matematica. Iniziò a seguire il seguente ragionamento: se cavalcassi veramente un raggio di luce, viaggerei alla velocità della luce. Cosa vedrei se mi spostassi alla velocità della luce? Cosa succederebbe a un corpo di massa m se si muovesse oltre la velocità della luce? E se tenessi in mano uno specchio, riuscirei a vedermi riflesso? Da questo punto in poi iniziò a cercare delle formule matematiche che rispondessero alle sue intuizioni.

    I calcoli durarono oltre dieci anni e lo portarono alla più innovativa scoperta della fisica moderna e lo fecero diventare il più grande scienziato di tutti tempi.

    È evidente che non possiamo diventare tutti come Einstein! è anche vero che ognuno di noi potrebbe sfruttare meglio il proprio cervello se solo imparasse a riscoprire la fantasia che ha dentro di sé.
     

3

Sei in piedi sul tavolo in cucina e hai in mano un uovo di gallina, fresco, crudo.
Com’è possibile farlo cadere per 1,5 m senza che si rompa?

  •  
    Risposta: Lo lanci da 2 metri

    Per portare in palestra il cervello è utile entrare in un nuovo schema mentale, molte volte al di fuori dalla nostra zona di comfort, cioè “la casa mentale” nella quale ci troviamo a nostro agio: ci sono le nostre abitudini, il praticare il nostro sport preferito, l’interessarci al nostro hobby.

    Le novità, imparare qualcosa di diverso, qualsiasi cambiamento, rappresentano una grossa forzatura per la propria zona di comfort e quindi la possibilità di fare un cambiamento forte e intenso alle tue normali abitudini mentali portando in palestra il tuo cervello.

    Uno dei primi obiettivi che dobbiamo raggiungere è potenziare i nostri neuroni, per usare al meglio il nostro cervello.
    Nel 1981 il neuroscienziato statunitense Roger Sperry (1913-1994) vinse il premio Nobel per la medicina, grazie alle sue scoperte sulla specializzazione emisferica: riuscì finalmente a portare le prove di quella che era stata una sua intuizione e cioè che la massa cerebrale è divisa in due emisferi (destro e sinistro) che, pur essendo parte di uno stesso organo, hanno tuttavia caratteristiche e funzionalità completamente diverse tra loro.

    Nel mondo occidentale le persone, per cultura, modo di pensare e formazione scolastica,sono portate a usare principalmente le funzionalità analitiche e razionali dell’emisfero sinistro. Mentre le popolazioni orientali hanno sempre avuto una cultura che li porta a usare principalmente le funzionalità emozionali, intuitive dell’emisfero destro.

    Nessuno dei due emisferi è più importante dell’altro: ciò che dobbiamo considerare è che il cervello lavora in modo ottimale quando essi lavorano congiuntamente, portando ciascuno il proprio valore aggiunto specifico. Nelle persone un emisfero è spesso dominante sull’altro; la situazione ideale sarebbe quella di riuscire a usarli in modo bilanciato.
     

Seguici sulla pagina Facebook BrainzoneIT