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Cause patologiche: l'Alzheimer

Perché il cervello è “coinvolto” nella malattia di Alzheimer?

Perché la malattia di Alzheimer è una malattia degenerativa che colpisce proprio il cervello. In questa malattia si osserva una progressiva degenerazione e perdita delle cellule cerebrali (i neuroni) con l’accumulo di filamenti nel corpo e nei neuroni, una degenerazione neurofibrillare e la formazione di quelle che vengono definite “placche senili”. In queste placche si accumulano sia una parte proteica sia una parte di “detriti” provenienti dalla degenerazione delle strutture neuronali.

Che differenza c’è tra Alzheimer e demenza?

Per demenza si intende la perdita definitiva di funzioni necessarie alla vita di relazione.

La demenza viene da molti considerata non tanto come una malattia ma come un insieme di sintomi che comporta la progressiva alterazione di memoria, pensiero, ragionamento, linguaggio, orientamento, personalità e comportamento.

La malattia di Alzheimer viene invece considerata una vera e propria malattia ed è la più frequente causa di demenza (50-60% dei casi).

Lo sapevate che...

Il nome della malattia di Alzheimer deriva dal suo “scopritore” il neurologo tedesco Alos Alzheimer che, nel lontano 1907 descrisse per primo i sintomi e gli aspetti legati alla neurodegenerazione che si osservano tipicamente in questa malattia?
   

Rappresentazione schematica (immagine di sinistra) e immagine microscopica (immagine di destra) delle placche senili tipiche della malattia di Alzheimer.

Quali sono i soggetti maggiormente colpiti dall’Alzheimer?

Fino agli anni 70 si riteneva che la malattia potesse colpire solo persone al di sotto dei 65 anni tanto che si identificava l’Alzheimer come “Demenza presenile”. Attualmente invece si ritiene che possa colpire sia soggetti al di sotto dei 65 anni ma che sia tanto più frequente tanto più aumenta l’età. Addirittura esistono dei dati che dicono che dai 90 anni in su 1 persona su due manifesti l’Alzheimer.

Esiste una causa definita legata all’insorgenza dell’Alzheimer?

Attualmente si ritiene che vi siano una serie di concause che potrebbero causare la malattia di Alzheimer (familiari, ambientali, cause interne all’organismo) ma non ne è stata individuata una singola. Maggiore concordanza esiste sul fatto che l’evento primario che innesca la neurodegenerazione, sia la il deposito della proteina insolubile β-amiloide all’interno delle placche senili e sulle pareti vascolari.

Ci sono dei “segnali di allarme” o la malattia si manifesta in maniera immediatamente molto grave?

La Alzheimer Association Statunitense ha proposto 10 segni premonitori (Tabella) che possono orientarci a sospettare la presenza di una “iniziale” malattia di Alzheimer e soprattutto a consentire a chi assiste l’ammalato a prepararsi a far fronte alla malattia che comunque evolverà, seppur con periodi in cui il malato sembrerà stare meglio e periodi in cui invece ci sarà un drastico peggioramento della patologia.
I 10 segni premonitori di Alzheimer

1) Perdita di memoria che compromette la capacità lavorativa (dimenticanze troppo frequenti devono costituire un campanello d’allarme)

2) Difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane (addirittura, nel preparare il pasto potrebbe dimenticarsi di servirlo o anche scordarsi di averlo preparato)

3) Problemi di linguaggio (Si dimentica parole semplici o utilizza parole a sproposito attribuendo loro significati errati)

4) Disorientamento sia rispetto al tempo sia al luogo dove si trova (smarrisce la strada di casa e non capisce dove è e come ha fatto ad arrivarci)

5) Diminuzione della capacità di giudizio (soprattutto nell’abbigliamento può vestirsi in modo anche del tutto inappropriato)

6) Evidenti difficoltà nell’utilizzare il pensiero astratto (può non essere più in grado di riconoscere numeri o compiere calcoli)

7) Disposizione in modo assolutamente casuale e sovente errato degli oggetti (telecomando nel frigorifero, ferro da stiro nel portabiancheria ecc.)

8) Improvvisi cambiamenti di umore o di comportamento (non giustificati da alcuna causa apparente)

9) Cambiamenti di personalità (la classica persona gioviale che diventa improvvisamente cupa)

10) Apatia o comunque mancanza di iniziativa (indipendentemente dalla tipologia di iniziativa)
   

Bibliografia consultata

  • Alzheimer Association. 10 Early Signs and Symptoms of Alzheimer's http://www.alz.org/alzheimers_disease_10_signs_of_alzheimers.asp#signs. Ultimo accesso 29/01/2015
  • Bugiani A. Marcon G. Demenze degenerative primarie. In: Terapia delle malattie neurologiche a cura di Angelo Sghirlanzoni. Springer-Verlag Italia Ed. 2009; 188-207
  • Federazione Alzheimer Italia. Domande e risposte. Notiziario 25. II-II Trim 2003; pag 3-5
  • Grossi E. Villa L. Riso C. Invecchiamento, declino cognitivo, Alzheimer; ruolo della cultura nella prevenzione della demenza. In: Cultura e Salute di E.Grossi, A. Ravagnan. Springer-Verlag Italia Ed. 2013: pagg.179-191
  • Stefano F. Cappa, Elisabetta Farina, Giuseppe Foderaro. Malattia di Alzheimer. In: La riabilitazione neuropsicologica a cura di Giuseppe Vallar, Anna Cantagallo, Stefano F. Cappa, Pierluigi Zoccolotti.
  • Springer-Verlag Italia Ed. 2012: pagg 247-254

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